Chi cerca un luogo estremo, che sappia offrire un panorama unico al mondo ma allo stesso tempo facile da raggiungere, può recarsi sull'altopiano delle Pale di San Martino. Questo luogo magico si raggiunge facilmente tramite la cabinovia Col Verde da San Martino Di Castrozza e, all'arrivo di questa, salendo sulla nuovissima (è stata riaperta dopo il totale rinnovo nel luglio 2004) funivia Rosetta che porta in una decina di minuti a 2700 metri sulla montagna omonima.
Dall'arrivo della funivia le possibilità sono molteplici grazie ai sentieri sull'altopiano delle Pale di San Martino che si snodano in ogni direzione e per ogni grado di difficoltà (dalla semplice passeggiata alla scalata riservata a persone esperte).
Già dall'arrivo della funivia, senza nessuno sforzo, lo spettacolo è incantevole.
Da qui le viste migliori si hanno sul Cimòn della Pala che si presenta vicino ed imponente come non mai, e su San martino di Castrozza sul quale si può avere una panoramica unica che rende molto bene l'idea di dove si trovi questo bel paesino di montagna. Dall'arrivo della funivia si può vedere anche il bivacco Fiamme Gialle sul Cimòn della Pala che costituisce un importante base per chi pratica l'ascensione su questa montagna (il bivacco è rosso e ben visibile).
Dalla cima della Rosetta (raggiungibile con un cammino di 30/40 minuti dall'arrivo della funivia) si gode di un maestoso panorama sull'intero gruppo del Lagorai e Cima d'Asta ad Occidente, sulle Alpi fassane e sulla Marmolada a nord; sulle Tofane, sull'Antelaio, sul Cristallo e sulle altre vette cortinesi ad oriente.
A sud si staglia l'acuminato campanile del 'Figlio della Rosetta'; poco oltre, la val di Roda separa i campanili omonimi della Pala di San martino, dove si trova il bivacco delle Guide. Quest'ultimo ricorda l'abilità eroica delle celebri 'Aquile di San Martino' (Giuseppe Zecchini, Michele Bettega, Bortolo Zagonel, Antonio Tavernaro giusto per citare i nomi più noti) che - sul finire dell'800 - accompagnarono alla scoperta di queste montagne gli alpinisti inglesi e tedeschi (veri scopritori ben prima degli italiani del potenziale turistico di questa zona) in cerca di emozioni incomparabili.
Lo sviluppo turistico dell'area del Primiero restò a lungo legato all'escursionismo che, grazie anche ad una clientela aristocratica (anche sovrani e regine), seppe promuovere l'immagine delle Pale di San Martino in tutta Europa; tutto ciò ben prima che iniziazze la parabola degli sport invernali.