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Il Cimon della Pala
Alto 3186 metri, domina sulle Pale di San Martino (pur non essendone la cima più alta). Questa sua caratteristica impressionerà non poco lo spettatore che anche una volta abituato a conoscere tutte le facce di questa montagna, dovrà imparare a conoscerne le diverse luci. Dal granitico grigio delle giornate nuvolose si passerà al bianco dell'inverno, ma prima bisognerà conoscere le colorazioni arancioni ambrate, fino ad arrivare al rosso intenso di certi fortunati tramonti.
Sempre che voglia farsi vedere! Già perchè a volte il Cimone si nasconde con un velo di nubi e si ritira a meditare sul suo ruolo di montagna possente e simbolica.
George Cheetam Churchill e Josiah Gilbert nel 1861 descrissero così le loro impressioni del Cimone: '...di momento in momento le torreggianti pareti titaniche brillavano come incendiate e sparivano poi completamente alla vista nei risorgenti bianchi vapori per riapparire subito dopo in sorprendenti chiazze di rosso ad un'altezza incredibile'.
Il Cimon della Pala
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Il Cimon della Pala(3184 m.) è una delle classiche vette dolomitiche da cartolina, la sua l'ubicazione è in territorio Trentino poco sopra il Passo Rolle tra San Martino di Castrozza e Predazzo , fa parte del gruppo delle Pale di San Martino della quale è di poco seconda alla Cima Vezzana come altitudine(3192 m.), ma è certamente la più conosciuta e famosa. La sua notorietà turistica inizia ancora dalla seconde metà del 800 grazie alla citazione di questa montagna da parte di una nota scrittrice inglese Amelia Edwards nel capitolo 10 di un suo noto libro del 1873 :"Untrodden Peaks and Unfrequented Valleys " Il punto panoramico per eccellenza di osservazione di questa magnifica cima è dai dintorni della Baita Segantini, facilmente raggiungibile attraverso una strada sterrata chiusa ai mezzi motorizzati , ma comunque dotata di servizio navetta in stagione turistica . |
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Vista dal satellite e mappa:
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IL CIMON DELLA PALA: paure e timori Tante sono le testimonianze di timore che il Cimone ha provocato al suo cospetto, eccone qui di seguito alcuni esempi.
La signorina Else, (protagonista del racconto omonimo ambientato all'hotel Fratazza che dona a San Martino di Castrozza un passato letterario grazie ad Arthur Schnitzler, 1924) disse: 'è così bello che quasi piangerei'; per poi diventare ancora più tragica affermando: 'Troppo grande il Cimone, fa paura; pare che voglia cascarmi addosso.'
Ma se la signorina Else non nasconde una lettura del Cimone drammatica e decadente, non da meno è Amelia Edwards che nel 1872 scrisse: 'Le spaccature verticali sono così terrificanti che sembra debbano spalancarsi da un momento all'altro e fare precipitare l'intera massa di roccie. Tale è l'impressione di fragilità e di pericolo che questa montagna suscita. Nemmeno il Cervino, che pure offre a chi lo guarda un aspetto crudele e ha alle spalle una lunga storia di tragedie, dà una tale misura della nostra piccolezza come il Cimon della Pala' (descrizione fatta osservando il Cimone dal Passo Rolle).
Ma non solo le donne ebbero modo di descrivere i loro timori di fronte al Cimone, così Douglas Freshfield, pioniere dell'alpinismo, nel suo Italian Alps del 1875: '...la vetta del Cimone irrompente attraverso la nebbia può spaventare un viaggiatore nervoso, il quale può avere l'impressione di sentirsela crollare addosso da un momento all'altro.'
CIMON DELLA PALA, il Cervino delle Dolomiti
I luoghi comuni che riguardano il Cimon della Pala, il fatto che sembra crollare e la somiglianza con il Cervino, hanno origine nella prima guida turistica delle Alpi orientali, quella di John Ball, che nel 1867 scrisse: ' Per quanto ardito sia lo sviluppo del Cervino, esso ha tuttavia l'impronta della solidità, mentre pel Cimon è da supporre che il cader di una sola pietra dell'immane torrione, trarrebbe con sè in rovina tutta la gigantesca costruzione.'
Da quel momento in poi il Cimone è soprannominato il Cervino delle Dolomiti che per qualche tempo trasformò idealmente anche San Martino nella Zermatt delle Dolomiti (soprannome ora non più in voga).
Guido Rey, alpinista e poeta, volle ribadire il concetto di Cervino delle Dolomiti: '...un Cervino più scosceso, più sottile del mio...non so se per magia di questo cielo orientale che ha trasparenze e veli ignoti agli altri cieli delle Alpi, o pel segreto delle proporzioni mirabili delle architetture dolomitiche, m'illudo che esso salga tanto alto quanto il suo rivale appennino.'
Il più evidente paragone tra il Cimon della Pala ed il Cervino è tutt'ora visibile grazie all'opera di Alfredo Paluselli che nel 1931 sui pendii della Costazza costruì la Capanna Cervino (ad 1,5 Km da P.Rolle verso baita Segantini e Val Venegia).
Il Cimon della Pala fu asceso per la prima volta il 3 giugno 1870 da E.R. Whitwell e Santo Siorpaès (di Cortina) e Christian Lauener (di Lauterbrunnen).
Curiosità: Il fenomeno dell'enrosadira (le montagne che si colorano di rosso durante il tramonto) è dovuto, oltre che dalla particolare luce crepuscolare, dalla presenza di una piccola percentuale di ossidi di ferro che impartisce alla roccia un'accesa tonalità rosso-porpora.
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