Cima Colbricon, Passo Rolle

Cima Colbricon


Cima Colbricon, Passo Rolle

Il Lagorai è una catena montuosa del Trentino orientale che da Passo Rolle prende quota con la cima Tognazza e si estende per circa 70 chilometri fino al monte Calisio, a est di Trento.

Con il Giro della Cavallazza abbiamo già esplorato l’inizio di questa splendida e selvaggia catena montuosa salendo sulle prime tre cime: Tognazza, Cavallazza piccola e Cavallazza grande per poi ridiscendere presso i laghetti di Colbricon. Oggi invece descriveremo una gita un po’ più impegnativa che, proprio dai laghetti, si inerpica sui pendii di un’altra mitica cima del Lagorai: il Colbricon.

In realtà quando parliamo di cima Colbricon possiamo riferirci a tre cime diverse: Colbricon piccolo (m.2511), Colbricon orientale (m.2602) e Colbricon occidentale (m.2604). In questo articolo descriveremo la salita alla maggiore delle tre (Colbricon occidentale).

 

quota massima cima Colbricon Occidentale mt.2604
lunghezza circa 3Km da Passo Rolle ai laghi di Colbricon + circa altri 3Km fino alla vetta (circa 12Km andata e ritorno)
dislivello m 677
quota minima mt. 1870 (lungo il sentiero 348)
sentieri 348 – 349 – camminamenti
difficoltà EE – escursionisti esperti
tempi circa 5 ore e mezzo (andata e ritorno da Passo Rolle)
quando da maggio a novembre

 

DESCRIZIONE

Raggiunti i laghi di Colbricon costeggiamo il lago superiore a m.1927 di quota e ci dirigiamo in pochi minuti al poco distante Passo Colbricon (m.1908).
Da qui imbocchiamo il sentiero 349 seguendo le indicazioni per Forcella Ceremana. Da qui il sentiero si fa più difficoltoso e ripido ma non si tratta di niente di tecnico o complicato. Il sentiero risulta sempre ben tracciato e sarà sufficiente seguire i segni bianchi e rossi o i frequenti ometti di pietra per non avere il minimo problema di orientamento.

EVENTI BELLICI

Già in questa fase iniziale di cammino avremo la possibilità di osservare numerosi detriti bellici risalenti alla prima guerra mondiale. Dai resti di una casamatta all’altezza dei laghi, ai baraccamenti, alle numerose trincee, agli innumerevoli resti di appostamenti sui pendii della montagna gli appassionati di storia bellica avranno di che sorprendersi. L’area fu infatti interessata dagli eventi bellici fin dal luglio del 1916 quando gli italiani attaccarono le posizioni austro-ungariche sul Lagorai orientale e nella valle del Travignolo. Gli italiani occuparono con tali operazioni le cime del Colbricon e della Cavallazza mentre gli austriaci rimasero padroni della vetta del Colbricon piccolo e della forcella Colbricon.

La vetta del Colbricon occidentale, meta di questa gita, fu teatro di sanguinosi tentativi di conquista.
Dopo la conquista nell’ottobre del 1916 da parte degli italiani, ci fu una ripresa di posizione da parte degli austriaci che raggiunsero e annientarono le posizioni italiane a sorpresa, aiutandosi con corde e scale. Nel 1917 gli italiani fecero brillare tre mine che provocarono, oltre alla morte del nemico, anche il crollo della dente occidentale della montagna e l’erosione del fianco della stessa.

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FORCELLA COLBRICON (m.2420)

Arriviamo all’incantevole Forcella Colbricon, crocevia di sentieri e passaggio obbligato per chi affronta la Trans Lagorai. Forcella Colbricon si presenta come un altopiano soleggiato con poca vegetazione e abbellito (quasi sempre) da un piccolo laghetto stagnante sul quale si specchia incantevolmente il Colbricon piccolo. Guardando invece la cima della nostra meta (e lasciando quindi il Colbricon piccolo alle nostre spalle) scopriremo finalmente l’esistenza delle due cime sopra menzionate. Avremo quindi il Colbricon orientale alla nostra sinistra e quello occidentale alla nostra destra.

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COLBRICON OCCIDENTALE (m.2604)

Da qui alla vetta il percorso sarà meno segnato e bisognerà avere un minimo di intuito per scovare la via corretta. In compenso, tra Forcella Colbricon e la vetta, avremo la possibilità di esplorare magnifiche e ampie grotte della prima guerra mondiale ancora perfettamente intatte. Anche in questo tratto di cammino ci faranno compagnia numerose trincee, camminamenti e svariati reperti come ad esempio pezzi di filo spinato, scatolette metalliche e altro materiale. Ricordiamo che solitamente risulta inutile portare via questi reperti. Una volta riportati a casa perderanno tutto il loro significato. Lasciamoli lì, fotografiamoli e magari fermiamoci un momento a pensare alle tragedie di quel tempo, ma evitiamo di spostarli dal luogo che li ha custoditi per oltre un secolo.

Da trascurare da adesso in poi il sentiero 349. Si segue invece un percorso poco segnato, su una fitta serie di tornanti tra piccoli sfasciumi. Poco sotto la vetta iniziano alcuni punti con passaggi di I° grado, ma nulla di troppo difficile. Sarà facile a volte confondere qualche camminamento militare con il percorso che conduce alla vetta. Se salendo scopriremo di aver sbagliato percorso sarà necessario tornare indietro di qualche metro e ritentare, ma in breve tempo e con facili tentativi troveremo sicuramente l’accesso corretto alla cima. Anche presso la sommità il Colbricon è contornato da trincee e piccole grotte belliche che possono offrire un riparo in caso di forte vento.

RIENTRO

Rientro per la stesso percorso dell’andata in circa due ore fino a Passo Rolle.

Fotografie e testi: A.Paluselli

Nota importante:

Per la massima sicurezza di chi si reca in montagna si raccomanda un’integrazione informativa tramite libri, mappe topografiche e/o informazioni provenienti da personale qualificato.
Le indicazioni fornite in questo sito sono puramente indicative e calcolate sul tempo di percorrenza di un escursionista medio. Questo sito e i suoi autori non si assumono nessuna responsabilità nel caso di incidenti, errori di percorso o altri disguidi che possano accadere a seguito della consultazione di queste pagine e dei relativi estratti di cartina. 

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